Carlo Bertè artista visionario, costruttore di mondi, sofisticato e autonomo viaggiatore, in dialogo con la storia delle immagini che hanno attraversato diverse epoche storiche, ma anche con le simbologie, i riti, i luoghi e i miti. Carlo Bertè nomade intellettuale, capace di entrare nella radice di un’immagine per decostruirla e ripensarla, adottando la memoria come un grande archivio a cui attingere: quella dei musei, quella dei paesaggi, quella degli incontri cruciali che nel corso della sua vita sono stati nutrimento. Carlo Bertè osservatore, ma anche battitore libero, capace di attraversare la storia dell’arte – dal Medioevo al Surrealismo, dalla Pop Art al citazionismo – ma sempre ignorando gli ismi, sempre mantenendo una autonomia sofisticata eppure mai pretenziosa. Questo archivio, voluto dalla moglie Patrizia Ciompi, dal figlio Matteo Bertè e dalla gallerista Leda Calza, nasce per studiare, approfondire e rileggere la lunga storia di Carlo Bertè.
È un archivio e quindi, in quanto tale, è uno spazio in continuo divenire. Questo sito sarà invece un meta-archivio, un nostro quaderno di viaggio che di volta in volta sarà aggiornato, ripensato, movimentato e soprattutto divulgato, anche per consentire alle ultime generazioni di studiosi e artisti di incontrare l’Opera di questo artista.
Un catalogo ragionato, in corso di pubblicazione, è soltanto una delle prime espressioni pubbliche del lavoro che si sta svolgendo nell’Archivio Carlo Bertè.
Milano, 12 giugno 2025
Lorenzo Madaro
Professore di Storia dell’arte contemporanea
Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
