…..  C’è in questo giovane pittore piacentino un senso di pragmatismo, di precisa utilizzazione del mito e della tradizione per un discorso di contrappasso e di antitesi, dell’impiego dell’ufficialità care dato retorico e ottuso per suggerire il «rovescio della medaglia».

È una tecnica raffinata di distruzione che non dà scampo perchè al di là dei confini c’è l’umana e schietta patria dell’antieroe e dell’antitabù.

Tutto può diventare un gioco intellettualistico se non illuminato non soltanto dall’intelligenza (la lampadina accesa nel cervello) ma soprattutto da uno scattante senso del fantastico (che è qualcosa di più della semplice fantasia). E proprio questa prospettiva nel fantastico che ridicolizza la retorica e apre gli orizzonti per nuovi discorsi.

Berté ha addosso questa vibrazione.

Come contenuto, come racconto, come sostanza. In quanto a forma e a tecnica è tutto un altro discorso anche se Ber-té dice ad un certo punto, commentando un suo quadro:

«In fondo il quadro è già in questo blu. Il resto potrebbe essere un pretesto». Dovremmo essere al limite dell’enunciazione dell’arte come ricerca materica. Ma non è così. Poi il colore e il suo nascere nel processo dei «trattamenti» diventano componenti di una prospettiva poetica  …..

….  Espressionismo tedesco, le bambine «cattivissime», i guerrieri, figure di donne idealizzate contrapposte ai mostri. Si delinea la sua pittura del fantastico chiaramente autonoma e originale, con un tipo di racconto e di «contropiede» ottenuto con un lavorio tecnico elaborato e prezioso e con improvvisi e leggeri inserimenti di motivi «liberty», orientaleggianti, arabi o semplicemente di aggeggi del consumismo moderno (spot, prese elettriche, pistole automatiche) intesi anche come rapidi riferimenti a una attualità e a una cronaca senza più magie né miti.

Si impreziosisce il suo gusto della tecnica del quadro che diventa ricerca assidua e appassionata.

Una preparazione del tappeto magico che poi prenderà il volo con un semplice tocco della fantasia. Il fondo. Gli stucchi. Le velature. I passaggi di colore in un sovrapporsi di intensità. Un lavoro lungo e in profondità.

Vista da vicino questa «lavorazione» suscita già emozione.

C’è già una tensione che fa quadro.

Tutto ciò per Berté è molto. Comunque non è tutto. Poi nascono i racconti, i personaggi-antipersonaggio, una fantasia a scatto libero, fluente, tac! si accende la lampadina di dentro, la «tenutaria» nel salotto rosa-viola che spara al mostriciattolo che la guarda in un angolo, Batman nero come un corvaccio che solca cieli sereni con lo stile dei moderni paracadutisti (i fumetti non sono «distrutti» ma adattati ad attuali tecniche di vita), la statua classica, greca, lontana, con un tassello bianco-rosso-verde  …..

1982 

ENNIO CONCAROTTI

“Gente Piacentina”